Sei un praticante avanzato?

Chi è un praticante di yoga esperto? Uno che sa eseguire posizioni difficili? Che sa stare a testa in giù o seduto nel loto per un’ora?
Uno che conosce i nomi sanscriti di tutte le asana?

Le tecniche sono tante ma a cosa servono?
servono per addestrare la mente, per disciplinarla affinché sia presente e ci permetta di fare un’esperienza.

Nello yoga di Krishnamacharya abbiamo i “bhavana”, le attenzioni speciali. Ad esempio chiediamo agli allievi di coordinare i movimenti col respiro o di focalizzare il torace inspirando e l’addome espirando. Usiamo dei bhavana per “sentire” il nostro corpo. Ad esempio cerchiamo di sentire i piedi che premono a terra. Sono tutte attenzioni speciali, bhavana.
Sono un’ ancoraggio che ci aiuta a rimanere attenti, perché solo se siamo nel momento presente qualcosa può accadere.

Tornando alla domanda iniziale, un praticante esperto ha bisogno di meno tecniche, di meno posture difficili, di meno pranayama dal conteggio complicato, di meno bhavana.

Perché?

Perché ha imparato a stare nel Sé.

Così, semplicemente, può sedere in silenzio, osservare il respiro senza distrarsi, svolgere le attività quotidiane con attenzione e consapevolezza.

Un praticante esperto vive nella semplicità, nel momento presente.

Ha il cuore pieno di gioia e di empatia verso l’altro.

E non si chiede mai se è o meno un praticante esperto.